Questo palazzo appartenne ai Paladini (o de Paladinis, in croato Paladinich), una nobile famiglia di Lesina (Hvar). Costruito in stile rinascimentale, è uno dei palazzi più belli e interessanti di Lesina: si trova sul lato meridionale dell'antico nucleo urbano della cittadina, ai piedi del cosiddetto "Forte Spagnuolo".

I piani superiori sono stati un tempo residenza del poeta locale Pietro Ettoreo (Petar Hektorovich, 1487-1572). Lo stemma dei Paladini, raffigurato sull'architrave della porta di ingresso, sul pozzo di famiglia nel giardino interno, sul catino rinascimentale del balcone e lungo la balaustra del balcone stesso, presenta due motivi: un giglio nella parte superiore e un'ala d'aquila (già simbolo della famiglia Subich) nella parte inferiore.

La struttura attuale del palazzo (pianterreno, tre piani superiori e un monumentale balcone, fra i più belli della Dalmazia) fu progettata da Niccolò Paladini, figlio di Giacomo, che combattè assai valorosamente intorno al 1474 contro una flotta turca. Per questo motivo la Repubblica di Venezia lo nominò Cavaliere di San Marco e della toga d'oro.

I palazzi dei nobili lesignani sono un simbolo evidente della prosperità economica e dello sviluppo culturale delle famiglie locali tra XV e XVI secolo. Anche alcune delle più ricche famiglie plebee provarono spesso a tenere il passo dei nobili, come si evince abbastanza chiaramente dalle loro abitazioni (palazzi Vukasinovich-de Lupis, Gargurich), che eguagliano per bellezza quelle più famose dei nobili lesignani (Luzzi, Paladini, Ettoreo, Gazzari, ...).

Comunque i palazzi di Lesina non risalgono al periodo più florido della città, ma a quello successivo, dopo che i Turchi bruciarono la città nel 1571 e dopo che l'esplosione del deposito di munizioni all'interno della fortezza provocò nel 1579 un altro immane disastro.